Il comune di Busto Garolfo è amministrato da una maggioranza composta da cinque partiti: DS, Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani e Italia dei Valori.
Solo tre di questi partiti sono rappresentati in consiglio comunale: DS in maggioranza, Rifondazione e Verdi (con un solo consigliere, anche Assessore).
Metà del tempo assegnato a questa amministrazione è trascorso: ma come? Da parte degli altri partiti rappresentati in Giunta ci sentiamo dire che tutto prosegue secondo il programma. Ma questo è sufficiente? Un programma elettorale è un grande contenitore dove ci si può fare stare qualsiasi cosa. Sui principi siamo tutti d’accordo, ma è poi sulle cose concrete, sulle priorità, sul modo di fare politica che ci si deve confrontare.
La lista “Centro Sinistra” è nata per guidare un cambiamento. I simboli dei partiti erano ben impressi sui manifesti elettorali per fare capire quale fosse l’orientamento della lista. La parola d’ordine, fin dall’inizio, è stata “partecipazione”.
A distanza di due anni e mezzo la lista non è stata in grado di aprirsi al contributo di nuove persone. Metà del gruppo consiliare è composto da assessori. Gli stessi partiti della maggioranza fanno fatica ad incontrarsi.
Questa difficoltà di comunicare al proprio interno, da parte della maggioranza, ha inciso poi sulla stessa capacità della amministrazione di comunicare all’esterno, di confrontarsi con i cittadini.
Eppure, la maggioranza di sinistra che governa il paese è stata artefice di importanti interventi: il nuovo piano regolatore, una nuova politica energetica, una politica culturale a dir poco eccezionale per il nostro paese, l’avvio di un nuovo metodo di gestione degli enti comunali, l’interesse mostrato per il parco del roccolo, ecc.
Molti altri temi cari ai Verdi sono ancora sul tappeto: il piano della mobilità comunale, l’adozione di un preciso programma per il risparmio energetico, lo studio per una società di servizi comunale (che inglobi quelle esistenti), l’approvazione di un piano della comunicazione istituzionale, la revisione dell’organizzazione comunale, la riforma dello Statuto comunale, una politica dell’accoglienza, solo per citarne alcuni.
I Verdi chiedono che la lista che ha vinto le elezioni si apra al confronto coi cittadini, organizzando un ciclo di assemblee dove discutere i progetti, raccogliere le idee della popolazione, esporre le proprie scelte.
I documenti strategici non possono essere adottati senza un largo confronto di idee. In caso contrario finisce come per il PISL (il piano integrato di sviluppo locale), che in pochi sanno che cosa sia e che per i Verdi rappresenta un’occasione perduta per un vero documento di programmazione locale.
I Verdi credono in questa maggioranza, ma è venuto il momento di imprimere una svolta alla politica locale ed al modo di condurla.
Marino Bottini – Diego Massalongo

