giovedì 13 luglio 2006

La bretella della discordia

Se i programmi della Provincia di Milano non cambiano, ad agosto verrà aperta al traffico la bretella di collegamento delle provinciali tra Busto e Parabiago e tra Busto e Legnano.

La strada, di proprietà della Provincia, ma voluta “a tutti i costi” dal Comune di Busto, vede la luce dopo ben 14 anni di attesa: il finanziamento regionale (a rimborso) è appunto del 1992.

Raccontare tutta la storia della bretella è quasi impossibile, ripercorriamo almeno alcune tappe:

  • la strada è voluta dalla Giunta democristiana di Castoldi che accede al finanziamento regionale ( 6 miliardi e 130 milioni di lire);
  • nel 1994 arriva ad amministrare il Comune la Lega Nord, che cambia il progetto, che da una strada a raso si trasforma in una strada in trincea;
  • con il nuovo cambio di guardia e con l’arrivo della Giunta democristiana di Rimoldi, il progetto ritorna a prevedere una strada a raso;
  • intanto la Legambiente, con molti cittadini residenti nella zona, ricorre al TAR per chiedere l’annullamento degli atti di approvazione della strada ( le ragioni sono molteplici, da quelle urbanistiche a quelle ambientali – nessuna valutazione di impatto ambientale, nessuno studio sul rumore – taglio di boschi senza autorizzazioni – ecc.), ma il TAR non accoglie la richiesta di sospendere con effetto immediato l’efficacia degli atti;
  • Legambiente ricorre allora al Consiglio di Stato, ma anche in questo caso la sospensiva viene negata;
  • Il Comune, soddisfatto, non vede altri intralci e, spinto dagli abitanti della Via Alfredo di Dio, spera di realizzare la strada in tempi brevi, ma non fa i conti con la Giunta di centro sinistra della Provincia e col suo Assessore alla mobilità, Ravasi, il quale, vista la situazione, apre un tavolo di confronto tra il Comune e Legambiente, siamo nel 1999;
  • Il tavolo di confronto porta la Giunta provinciale ad approvare, pochi giorni prima delle elezioni nelle quali verrà eletta la Colli, una deliberazione molto importante che prevede una serie di garanzie a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, quali: tutta l’area verde tra le case e la strada diventa inedificabile; nessuna strada comunale potrà mai immettersi sulla bretella; in base agli studi sul rumore ( che nessuno aveva ancora fatto) sarebbero state installate barriere acustiche lungo la strada; appena messa in esercizio, sarebbero stati effettuati studi sulla viabilità e sul rumore lungo la provinciale n.12 tra Busto e Legnano ( viale Europa) e quindi adottate le misure di tutela necessarie; il Comune si sarebbe impegnato ad effettuare un piano di risanamento acustico della via Alfredo di Dio. Infine, Legambiente proponeva e otteneva che al posto di una grande rotatoria per Villa Cortese venissero realizzate due rotatorie più piccole e più accessibili alle biciclette.

Alla vigilia della inaugurazione della strada, i Verdi di Busto ribadiscono la loro assoluta contrarietà a quest’opera, assolutamente inutile, dispendiosa, che non risolve i problemi della viabilità locale e che soprattutto costituisce una tratta della c.d. variante del Sempione.
Tutti coloro che, nel tempo, hanno voluto questa strada si sono assunti la responsabilità, politica, della realizzazione della superstrada del Sempione bis, che devasterà il nostro già malridotto territorio.
Questa strada è stata realizzata senza il minimo rispetto delle norme di legge ambientali, con il solo scopo di rispondere alle richieste degli abitanti della via A di Dio e senza curarsi che, spostando il problema un po’ più in là, si sarebbero aperti dei fronti nuovi e traumatici.

A questo punto i Verdi chiedono alla Amministrazione comunale precise garanzie:

  • immediate misurazioni del traffico e del rumore appena si apre la strada;
  • adozione di un vero piano di risanamento della via A.di Dio;
  • approvazione del piano della mobilità comunale ( condizione questa che i Verdi ritengono essenziale per la loro stessa permanenza nella maggioranza);
  • approvazione di un progetto di riqualificazione ambientale nell’area verde tra le case e la strada ( area Betulle e Roccolo 1 e 2).