sabato 16 dicembre 2006

I Verdi aprono il dibattito all’interno della maggioranza

Il comune di Busto Garolfo è amministrato da una maggioranza composta da cinque partiti: DS, Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani e Italia dei Valori.

Solo tre di questi partiti sono rappresentati in consiglio comunale: DS in maggioranza, Rifondazione e Verdi (con un solo consigliere, anche Assessore).

Metà del tempo assegnato a questa amministrazione è trascorso: ma come? Da parte degli altri partiti rappresentati in Giunta ci sentiamo dire che tutto prosegue secondo il programma. Ma questo è sufficiente? Un programma elettorale è un grande contenitore dove ci si può fare stare qualsiasi cosa. Sui principi siamo tutti d’accordo, ma è poi sulle cose concrete, sulle priorità, sul modo di fare politica che ci si deve confrontare.

La lista “Centro Sinistra” è nata per guidare un cambiamento. I simboli dei partiti erano ben impressi sui manifesti elettorali per fare capire quale fosse l’orientamento della lista. La parola d’ordine, fin dall’inizio, è stata “partecipazione”.

A distanza di due anni e mezzo la lista non è stata in grado di aprirsi al contributo di nuove persone. Metà del gruppo consiliare è composto da assessori. Gli stessi partiti della maggioranza fanno fatica ad incontrarsi.

Questa difficoltà di comunicare al proprio interno, da parte della maggioranza, ha inciso poi sulla stessa capacità della amministrazione di comunicare all’esterno, di confrontarsi con i cittadini.

Eppure, la maggioranza di sinistra che governa il paese è stata artefice di importanti interventi: il nuovo piano regolatore, una nuova politica energetica, una politica culturale a dir poco eccezionale per il nostro paese, l’avvio di un nuovo metodo di gestione degli enti comunali, l’interesse mostrato per il parco del roccolo, ecc.

Molti altri temi cari ai Verdi sono ancora sul tappeto: il piano della mobilità comunale, l’adozione di un preciso programma per il risparmio energetico, lo studio per una società di servizi comunale (che inglobi quelle esistenti), l’approvazione di un piano della comunicazione istituzionale, la revisione dell’organizzazione comunale, la riforma dello Statuto comunale, una politica dell’accoglienza, solo per citarne alcuni.

I Verdi chiedono che la lista che ha vinto le elezioni si apra al confronto coi cittadini, organizzando un ciclo di assemblee dove discutere i progetti, raccogliere le idee della popolazione, esporre le proprie scelte.

I documenti strategici non possono essere adottati senza un largo confronto di idee. In caso contrario finisce come per il PISL (il piano integrato di sviluppo locale), che in pochi sanno che cosa sia e che per i Verdi rappresenta un’occasione perduta per un vero documento di programmazione locale.

I Verdi credono in questa maggioranza, ma è venuto il momento di imprimere una svolta alla politica locale ed al modo di condurla.

Marino Bottini – Diego Massalongo

mercoledì 13 dicembre 2006

Le Mucche non mangiano il cemento

All’Illustrissimo Signor Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e Alla stampa

Egregio Signor Presidente visto che sulla stampa gli agricoltori dicono che non vogliono che i terreni vengano rubati dal cemento, e che le mucche non mangiano il cemento enemmeno noi, Le chiediamo di tutelare ai sensi del articolo 1 lettera e), della Legge Regionale 30 Novembre 1983 N° 86 http://www.provincia.milano.it/ambiente/tutela/doc/lr_30novembre1983_n86.pdf i terreni irrigui della nostra regione.

Perché le chiediamo questo:

Le zone irrigue sono molto importanti per l’agricoltura e tutelando i terreni irrigui, si mantiene un importante serbatoio per le risorse alimentari, per l’uomo, e per la biodiversità tutta.

Ancora, perché la pratica agricola su superfici irrigate, è economicamente vantaggiosa.
Ed è per questo motivo che è praticata, da molti secoli in Lombardia e sempre per questo motivo deve rimanere una risorsa socio economica anche per il futuro.

In oltre, per darci ulteriori possibilità per raggiungere senza pericoli il bel verde della Lombardia, si devono tutelare
anche le stradine ciclo-pedonali a fianco dei canali e ove non vi siano pericoli di qualsiasi sorta aprirle alla pubblica ciclo-pedo circolazione .

Questa è quindi l’opportunità strategica che è data dalla Legge regionale 30 Novembre 1983 N° 86 .

Ora dopo aver detto tutto questo, Le chiediamo di introdurre tra le aree di particolare rilevanza naturale e ambientale, tutti i terreni irrigui della regione che ad oggi siano esclusi da questa tutela.

Ovvero tutti i terreni Lombardi che possono essere ancora irrigati e le opere idrauliche e i terreni di pertinenza, tutela, rispetto e ad uso dell’impianto irrigatore. Ad esclusione di quelli con concessione di edificazione.

Signor Presidente attendiamo Suoi riscontri.

Grazie per la cortese attenzione