giovedì 29 giugno 2006

Lo vedete quel palazzo?

State tranquilli, non siamo a Pienza, la città ideale, e neppure a Cinecittà.
Il palazzo lo potete osservare in tutta la sua straordinaria eccentricità in via per Busto Arsizio, poco dopo girato l’angolo della farmacia.
Proprio lì, dove fino a qualche anno fa sorgeva una casa di cortile, una delle tante anonime case di cortile di un paese, di un’epoca contadina, sicuramente lontana anni luce da noi, ma decisamente “nostra”. L’epoca dove, volendo, cercheremmo, confusamente ed anche un po’ storditi, le nostre radici.

Questo palazzo è un curioso paradosso.
Ma è anche originale metafora del modo di intendere l’edilizia e la trasformazione urbanistica.
Mettendo mano ad un piano regolatore tutto si concentra sui volumi e sulle superfici di case e fabbriche da costruire. La quantità. Terreni che diventano edificabili, case che si elevano, abitanti che crescono.

E la bellezza?
Possibile che non ci si ponga una banalissima domanda: sarà più bello il mio paese, dopo?

No, questa è una domanda che non si può fare.
La bellezza non interessa a chi amministra, potrebbe al massimo interessare i privati.
Ognuno faccia come crede, chi ha buon gusto meglio per lui.
E noi? E gli altri? Quelli, cioè, che poi queste case se le trovano davanti tutti i giorni?
Il paesaggio urbano, in fondo, non è questo?
E allora perché non introdurre regole per salvare un po’ della bellezza nuova e antica dell’abitare?

mercoledì 14 giugno 2006

Un laboratorio delle idee

“Pensare globalmente per agire localmente”, questo è lo slogan, ma anche il principio ispiratore del mondo ambientalista.

Se volessimo calare questa parola d’ordine nel nostro comune, con riguardo alla attività della nostra amministrazione, potremmo azzardare il motto “ Pensare di cambiare il mondo per amministrare la città”.

Occorre avere mille idee per poterne estrarne alcune e su queste costruire progetti. Idee grandi per progetti locali. Idee che sappiano cambiare il mondo, per cambiare il volto della città, i rapporti tra amministratori e cittadini, tra persone ( cittadini e non), tra l’uomo e gli altri esseri viventi e l’ambiente.

La scommessa è grande, ma non avrebbe senso pensare di amministrare giorno per giorno senza avere davanti un grande progetto di cambiamento, anche solo culturale, del modo di fare la politica.

Occorre allora aprire un grande laboratorio delle idee. Le idee dei ragazzi che si interrogano davanti ad un futuro sempre più confinato, delle famiglie che si barcamenano tra il lavoro e il tempo che manca per i figli, per le persone da assistere in casa, per se stessi. Le idee delle persone impedite nella loro capacità di muoversi dentro le stesse case e poi nei luoghi pubblici. Le idee delle persone che guardano con sconcerto il disastro edilizio del nostro comune, di quelle che pensano di essere venuti ad abitare in campagna, di quelle ancora che il paese lo vedono solo di sera. Le idee delle persone che vengono da lontano e che dobbiamo accogliere con gli occhi, meravigliati, della diversità.

Le idee di coloro che hanno creduto nella affermazione della Lista di Centro Sinistra e che ora si interrogano sul “dove stiamo andando”.

Insomma, le idee di tutti coloro che credono in una politica al servizio dei bisogni, individuali e collettivi, delle persone.

Solo se si ha voglia di cambiare il mondo si è in grado di lanciare progetti locali di grande efficacia.
Solo se si sta ascoltare il popolo delle idee si è in grado di coltivare progetti utili, destinati a lasciare il segno, e che spesso la litania dei programmi elettorali non considera affatto.

Per fare ciò occorre credere in una amministrazione partecipata, crederci con tenacia, e facendo delle idee e delle persone che le esprimono il principale motore della politica locale.

Noi Verdi crediamo che sia giunta l’ora di aprire un grande laboratorio delle idee.
Per iniziare a fare questo abbiamo creato un sito internet: www.verdibustogarolfo.it

Semina qui le tue idee per cambiare il mondo.