giovedì 20 luglio 2006

Fermiamo la guerra in Medio Oriente

Comunicato stampa
Canegrate 19/07/06

I Verdi di Busto Garolfo, Canegrate, Legnano e Nerviano, esprimono la propria solidarietà e vicinanza alle popolazioni coinvolte nella preoccupante situazione nel Medio Oriente.
La reazione israeliana al rapimento dei suoi soldati è sproporzionata, non giustifica certo i bombardamenti sulle città libanesi e l’occupazione di Gaza, questa politica può solo portare ad un estensione del conflitto e ad alimentare pericolosi estremismi.
E’ necessario: un immediato blocco delle operazioni militari, perchè solo una tregua può avviare un dialogo e un confronto che permetta una soluzione politica; l’attuazione di un piano di aiuti alle popolazioni civili di Palestina e del Libano stremate. Contemporaneamente deve iniziare una efficace azione internazionale di contrasto al terrorismo, fatto non solo di repressione ma anche frutto di politiche di mediazione e confronto, con una cooperazione internazionale guidata dalle ONG.
I Verdi, si dichiarano favorevoli anche all’invio dei caschi blu nell’area, quale forza di interposizione sotto diretta guida ONU, affinchè il conflitto non si allarghi agli stati vicini.
Registriamo con piacere, le iniziative del Governo italiano, che con Prodi ha recuperato dignità internazionale e la storica posizione di apertura e dialogo con tutti i paesi del Mediterraneo, in rottura con la politica filoisraeliana del precedente esecutivo.
L’Europa tutta deve riacquistare un ruolo, a difesa della Pace e dei diritti umani, sociali e ambientali, praticare una politica estera equilibrata, lungimirante, autonoma dagli Stati Uniti.
I Verdi chiedono che venga ripristinata la legalità internazionale e che tacciano le armi, l’eventuale uso di armi chimiche se confermato, e l’escalation militare in corso, da parte israeliana, sottolineano l’assurdità della guerra come soluzione.
La convivenza tra Israele e Palestina, nella sicurezza di entrambi i popoli, è vitale per la sicurezza di tutta la regione e per il mondo intero. Due popoli, due stati è l’unica soluzione praticabile, Israele deve rispettare gli accordi sottoscritti e le fazioni palestinesi devono cessare gli attentati contro i civili.
Pace ora, Pace subito. Senza se e senza ma.

giovedì 13 luglio 2006

La bretella della discordia

Se i programmi della Provincia di Milano non cambiano, ad agosto verrà aperta al traffico la bretella di collegamento delle provinciali tra Busto e Parabiago e tra Busto e Legnano.

La strada, di proprietà della Provincia, ma voluta “a tutti i costi” dal Comune di Busto, vede la luce dopo ben 14 anni di attesa: il finanziamento regionale (a rimborso) è appunto del 1992.

Raccontare tutta la storia della bretella è quasi impossibile, ripercorriamo almeno alcune tappe:

  • la strada è voluta dalla Giunta democristiana di Castoldi che accede al finanziamento regionale ( 6 miliardi e 130 milioni di lire);
  • nel 1994 arriva ad amministrare il Comune la Lega Nord, che cambia il progetto, che da una strada a raso si trasforma in una strada in trincea;
  • con il nuovo cambio di guardia e con l’arrivo della Giunta democristiana di Rimoldi, il progetto ritorna a prevedere una strada a raso;
  • intanto la Legambiente, con molti cittadini residenti nella zona, ricorre al TAR per chiedere l’annullamento degli atti di approvazione della strada ( le ragioni sono molteplici, da quelle urbanistiche a quelle ambientali – nessuna valutazione di impatto ambientale, nessuno studio sul rumore – taglio di boschi senza autorizzazioni – ecc.), ma il TAR non accoglie la richiesta di sospendere con effetto immediato l’efficacia degli atti;
  • Legambiente ricorre allora al Consiglio di Stato, ma anche in questo caso la sospensiva viene negata;
  • Il Comune, soddisfatto, non vede altri intralci e, spinto dagli abitanti della Via Alfredo di Dio, spera di realizzare la strada in tempi brevi, ma non fa i conti con la Giunta di centro sinistra della Provincia e col suo Assessore alla mobilità, Ravasi, il quale, vista la situazione, apre un tavolo di confronto tra il Comune e Legambiente, siamo nel 1999;
  • Il tavolo di confronto porta la Giunta provinciale ad approvare, pochi giorni prima delle elezioni nelle quali verrà eletta la Colli, una deliberazione molto importante che prevede una serie di garanzie a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, quali: tutta l’area verde tra le case e la strada diventa inedificabile; nessuna strada comunale potrà mai immettersi sulla bretella; in base agli studi sul rumore ( che nessuno aveva ancora fatto) sarebbero state installate barriere acustiche lungo la strada; appena messa in esercizio, sarebbero stati effettuati studi sulla viabilità e sul rumore lungo la provinciale n.12 tra Busto e Legnano ( viale Europa) e quindi adottate le misure di tutela necessarie; il Comune si sarebbe impegnato ad effettuare un piano di risanamento acustico della via Alfredo di Dio. Infine, Legambiente proponeva e otteneva che al posto di una grande rotatoria per Villa Cortese venissero realizzate due rotatorie più piccole e più accessibili alle biciclette.

Alla vigilia della inaugurazione della strada, i Verdi di Busto ribadiscono la loro assoluta contrarietà a quest’opera, assolutamente inutile, dispendiosa, che non risolve i problemi della viabilità locale e che soprattutto costituisce una tratta della c.d. variante del Sempione.
Tutti coloro che, nel tempo, hanno voluto questa strada si sono assunti la responsabilità, politica, della realizzazione della superstrada del Sempione bis, che devasterà il nostro già malridotto territorio.
Questa strada è stata realizzata senza il minimo rispetto delle norme di legge ambientali, con il solo scopo di rispondere alle richieste degli abitanti della via A di Dio e senza curarsi che, spostando il problema un po’ più in là, si sarebbero aperti dei fronti nuovi e traumatici.

A questo punto i Verdi chiedono alla Amministrazione comunale precise garanzie:

  • immediate misurazioni del traffico e del rumore appena si apre la strada;
  • adozione di un vero piano di risanamento della via A.di Dio;
  • approvazione del piano della mobilità comunale ( condizione questa che i Verdi ritengono essenziale per la loro stessa permanenza nella maggioranza);
  • approvazione di un progetto di riqualificazione ambientale nell’area verde tra le case e la strada ( area Betulle e Roccolo 1 e 2).

Regolamento per i diritti degli animali

Rendiamo disponibile una copia della bozza del Regolamento per i diritti degli animali che i Verdi di Busto Garolfo hanno presentato in Consiglio.

Il testo del regolamento è stato costruito sulla base di analogo regolamento vigente nella città di Prato e dello schema di regolamento che la Provincia di Milano ha proposto a tutti i comuni.
Attualmente il regolamento è in fase di discussione, chiediamo a tutti i cittadini interessati di farci pervenire le proprie considerazioni ed eventuali integrazioni.

Aggiornamento dopo l’approvazione del Regolamento da parte del Comune di Busto Garolfo il testo ufficiale è disponibile sul sito del Comune qui.

Un motivo per il quale servono delle aree libere dalle infrastutture

Nella pausa pranzo del 29 giugno 2006, di impulso ho deciso di andare a fare un giro con la bici nel Parco del Roccolo nel comune di Busto Garolfo.
L’occasione era propizia. La mattina un temporale estivo ha mitigato la calura che da giorni ci “opprimeva”. Quindi, la bici mi ha portato nel parco.
L’itinerario che ho percorso inizia e finisce in via Fosse Ardeatine nella zona est di Busto Garolfo (MI) e si svolge per buona parte con il favore dell’ombra che gli alberi offrono anche al pomeriggio.
Inoltre quel giorno, complice la pioggia caduta copiosamente tra le chiome, delle gocce d’acqua che brillavano, mi donavano la sensazione di pace e tranquillità.
Appena entro nella stradina dei liguroni, che è la strada che si incontra percorrendo la trattorabile, ovvero la pista di arrocamento alla strada provinciale 109 in direzione nord, un upupa attira la mia attenzione con il suo richiamo, poi si invola e attraversa i biondi campi di grano in direzione nord.
Un po’ più avanti vedo un cuculo volare e poi posarsi sull’ippocastano della strada della formica.
Dopo poche pedalate arrivato al bosco dei vallascioni vedo nel cielo lo sparviero e in lontananza la sagoma
della poiana.
Arrivato nell’ex bosco del roccolo il picchio rosso maggiore e il picchio verde si lasciano ammirare per diversi minuti.
Il tutto con sottofondo, intonato da cince, codibugnoli, merli e fringuelli.
Tutto l’itinerario con la bicicletta si può percorrere in meno di un ora, ed è un ulteriore occasione per passare del tempo a contatto con la natura, che tutti se vogliono, grazie alla presenza del polmone verde, possono cogliere.
Il percorso è su strade sterrate, si sviluppa ad un chilometro dal centro di Busto Garolfo e questo a nostro avviso è un ulteriore motivo per mantenere attiva la vecchia viabilità.

martedì 11 luglio 2006

SPOM - Sentiero dei Parchi Ovest Milano

Scoperto e collaudato un sentiero dei parchi che parte o arriva dal (PLIS) parco alto milanese e attraversa il PLIS del Roccolo e il bosco WWF di Vanzago arriva o parte dal Parco Regionale Agricolo Sud Milano e prosegue fino a Gaggiano. Dove è possibile continuare ad andare con la bici o a piedi ancora più verso sud, su di un tracciato già segnalato che porta a Zibido San Giacomo.
Il tracciato del sentiero è a mio modesto avviso interessante perché è un’utile strada che connette il percorso ciclabile sul Naviglio Grande a quello sul canale Villoresi e vice versa. Non solo, congiunge le realtà naturali dalla zona ovest della provincia di Milano come il bosco di Cusago e il fontanile nuovo. Ed è utile anche per variare l’itinerario di ritorno o di andata per chi percorre le alzaie del Villoresi e del Naviglio Grande, ovvero per chi abita nel area tra il fiume Olona e il Ticino.
E’ una strada di connessione ai parchi che si sviluppa su strade sterrate e su strade con divieto di accesso per le auto dei non residenti. Ma come ovvio incrocia strade trafficatissime.
Inoltre, questo sentiero si sviluppa vicino all’area urbana del legnanese, del rhodense, del magentino e del milanese. E’ raggiungibile anche dalle stazioni della ferrovia.
Il nostro auspicio è che sia introdotto nel piano territoriale di coordinamento provinciale e nella programmazione della rete ciclabile per il turismo. Visto che i paesi toccati dal sentiero sono belli e interessanti.
Ovviamente non è un alternativa alla mobilità cittadina. Ma è sempre un utile sentiero cicloturistico.
E se ben gestito può diventare un ulteriore “bicistrada”.

giovedì 6 luglio 2006

Decreto Bersani

Rendiamo disponibile una sintesi del Decreto Bersani ad uso dei consumatori.
Puoi scaricarlo qui.