domenica 1 marzo 2009

Cave di Casorezzo: è accordo tra Provincia e società

27 febbraio 2009
Cave di Casorezzo: è accordo tra Provincia e società

Milano, 27 febbraio 2009 – Si è svolto oggi, venerdì 27 febbraio, a Palazzo Isimbardi l’incontro risolutivo sulla questione delle Cave di Casorezzo. Presenti il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, l’assessora provinciale all’Ambiente Bruna Brembilla e Renzo Pravettoni, titolare delle Cave di Casorezzo.
Esito della riunione, la sospensione di ogni attività da parte dell’azienda e l’impegno a formulare una nuova convenzione, di intesa con i Comuni di Casorezzo e Busto Garolfo e con il Parco del Roccolo, allo scopo di destinare circa 2milioni di euro a opere di mitigazione e miglioramento dell’ambiente del territorio dove le attività produttive delle Cave si realizzano.
“Questa intesa – sottolinea Penati – trasforma un problema in opportunità grazie all’investimento concordato a favore dell’ambiente e della qualità del territorio dove le attività produttive sono inserite. Siamo certi di avere gettato le basi per un’intesa importante, che sarà sicuramente condivisa dai sindaci preoccupati del benessere di tutti i cittadinii”.
“Sono molto soddisfatta di questo accordo – afferma Bruna Brembilla - perché ritengo vada nella direzione voluta dai sindaci, e da noi condivisa, di una sospensione totale delle attività. Sottolineo, inoltre, l’impegno da parte dell’imprenditore ad investire risorse per il miglioramento e il benessere del territorio e dei cittadini che vi abitano”

I Verdi di Busto Garolfo commentano:
Bene l'intesa, a patto che non sia la base per una attività di discarica all'infinito. Ovvero via tutte le attività di scavo e riempimento della cava di casorezzo al più presto. Vi va bene il 2012?
Consapevoli che in un giorno possono entrare centinaia di mezzi pesanti, non si capisce se le opere di mitigazione e miglioramento dell’ambiente del territorio servano anche per cementizzare ulteriormente, viste le esigue infrastrutture stradali.
Anche per questo le cave dovevano già essere dismesse inoltre le scelte di costruire zone industriali e autorizzare la coltivazione di cava e le discariche, lontano dalle storiche vie di comunicazione, ha portato allo scempio paesaggistico attuale.
Gli imprenditori e i politici devono operare tenendo conto del fatto che gli esseri umani non mangiano il cemento e che ormai, è assodato da tutta la comunita scientifica, che è utile la realizazione e protezione della rete ecologica per la tutela della biodiversita del pianeta, a vari livelli (locale, regionale e continentale).

Grazie per la cortese attenzione.